«Ho quarantuno plugin attivi. È per quello che il sito è lento, vero?»

Me lo sono sentito dire tre volte nell’ultimo mese, sempre con lo stesso tono: una casa piena di roba e la voglia di buttare via qualcosa a caso per sentirsi più leggeri. La domanda «quanti plugin installare su WordPress» arriva sempre dopo aver letto che troppi plugin rallentano il sito.

La risposta onesta è che il numero non mi dice niente. Ho visto siti con undici plugin fermi a quattro secondi di caricamento e siti con quarantasei plugin che rispondono in ottocento millisecondi. Il conteggio non è la metrica: è solo la cosa più facile da contare, ed è per questo che ci si attacca.

Perché il numero di plugin non spiega niente

Un plugin è codice che gira insieme al tuo sito. Quello che pesa non è la sua esistenza nell’elenco, sono tre cose concrete:

  • Quante query fa al database a ogni caricamento. Un plugin scritto male ne fa quaranta dove ne servivano due, e le fa su ogni pagina del sito, comprese quelle dove non serve.
  • Quanti file CSS e JavaScript carica dove non serve. Il caso classico è il plugin di form contatti che carica il suo pacchetto su tutte le 900 pagine del catalogo, non solo su /contatti/.
  • Se è mantenuto. Un plugin fermo da due anni non è lento: è un buco di sicurezza che aspetta, e prima o poi litiga con un aggiornamento del core.

Poi c’è il quarto fattore, quello che fa più danni di tutti: la sovrapposizione. Tre plugin che fanno pezzi dello stesso lavoro, installati in momenti diversi da persone diverse, ognuno con la sua tabella nel database. Nessuno li ha mai messi a confronto.

L’ordine giusto: prima si misura, poi si tocca

Quando qualcuno mi scrive che vuole «ridurre i plugin», la prima cosa che gli dico è di non disattivare niente. Questo è l’ordine con cui lavoro io, ed è sempre lo stesso.

1. Si misura lo stato attuale. Serve un numero di partenza, altrimenti dopo non sai se hai migliorato o peggiorato. Un Speed Test Report costa 39 € e dice dove va il tempo: server, database, front-end o terze parti.

2. Si fa l’inventario per funzione, non per nome. Non «ho 41 plugin», ma «ho 41 plugin che coprono 23 funzioni, e su sei funzioni ne ho due o tre sovrapposti». Questa riga è quella che cambia le decisioni.

3. Si eliminano le sovrapposizioni. Qui il numero scende davvero, e scende senza perdere niente, perché stai togliendo doppioni, non funzioni.

4. Si guarda cosa resta e quanto costa tenerlo. Se una funzione importante del tuo negozio è coperta da un plugin abbandonato o da tre plugin incollati insieme, quello è il punto in cui vale la pena farla scrivere una volta, fatta come serve.

5. Si mette la manutenzione. Non è la parte interessante: è quella che evita di ritrovarsi nello stesso stato fra diciotto mesi.

Notare cosa non c’è al primo posto: cambiare hosting. Viene dopo la misurazione, non prima, perché spostare su un server più veloce un sito che fa 400 query inutili significa pagare di più per farle un po’ più in fretta.

Cosa non funziona (e lo vedo ancora fare ogni settimana)

Disattivare plugin a caso per vedere che succede. Alcuni si portano dietro le loro tabelle o le impostazioni, e quando li riattivi non torna tutto come prima. Se vuoi provare, si prova su una copia del sito, non in produzione di venerdì pomeriggio.

Installare un plugin di cache e considerare il problema risolto. La cache non rende il sito più leggero: mette un foglio sopra il disordine. Funziona sulle pagine statiche e smette di funzionare esattamente dove ti serve, cioè carrello, checkout, area riservata, ricerca interna.

Prendere il plugin all-in-one con quaranta funzioni per usarne due. È il modo più rapido per aggiungere peso: paghi il caricamento di trentotto cose che non ti servono, su ogni pagina, per sempre.

Scegliere il plugin con più installazioni attive. Il numero di installazioni dice che è popolare, non che è adatto a te: su un catalogo B2B con prezzi per gruppo di clienti, il plugin più scaricato al mondo può essere quello sbagliato.

E una cosa che dico sempre, anche quando non fa piacere: non esiste un numero giusto di plugin da comunicare a un cliente. Se qualcuno ti dice «non più di venti», sta tirando una riga a caso. Venti plugin ben scelti stanno in piedi; otto scelti male no.

Quando conviene farne scrivere uno su misura

Il momento in cui smetto di consigliare lo store è riconoscibile: quando per una funzione servono tre plugin più un pezzo di codice nel tema, e comunque non fa esattamente quello che serve.

Un esempio che ricorre: i filtri di prodotto. Il plugin generico filtra per categoria e prezzo, poi servono le taglie, poi la disponibilità, poi vuoi che i filtri non ricarichino la pagina. Si finisce con tre estensioni che si pestano i piedi. Un plugin filtri prodotto su misura costa 199 € e fa quelle quattro cose, e solo quelle: nessun pannello con sessanta opzioni, nessun CSS caricato sulle pagine dove i filtri non ci sono.

Lo stesso discorso vale per la ricerca istantanea, per i prezzi dinamici e sconti, per le recensioni avanzate, per la lista desideri o per lo spesso comprati insieme. Sono le funzioni per cui esistono più estensioni gratuite del necessario e per cui, dopo due anni di rattoppi, si spende comunque più di 199 €. L’elenco completo, quarantacinque funzioni, sta nell’archivio Plugin su misura; se il tema è lo sviluppo in sé, ne ho scritto in come si sviluppa un plugin WordPress.

Non ti dirò che il su misura è sempre meglio. Per la maggior parte delle funzioni banali il plugin pronto va benissimo e costa zero: sarebbe stupido farsi scrivere un modulo di contatto. Il su misura ha senso sulle funzioni che toccano la vendita, dove il comportamento deve essere il tuo e non quello medio.

I prezzi, quelli pubblici

Tutti IVA esclusa, presi dal catalogo:

  • Speed Test Report con piano di interventi — 39 €
  • Manutenzione Mensile — 90 € al mese
  • Aggiornamento sito (tema, plugin, core) — 90 €
  • Call Strategica, un’ora di confronto — 97 €
  • Backup Automatici — 120 €
  • Audit SEO Tecnico — 190 €
  • Plugin su misura per WooCommerce, qualsiasi funzione dell’elenco — 199 €
  • Assistenza WordPress Pro, canone — 199 € al mese
  • Blindatura sito — 290 €
  • Assistenza on-demand a ore — 290 €
  • Ottimizzazione velocità e-commerce — 400 €
  • Core Web Vitals Fix (LCP, INP, CLS) — 500 €

Il conto che faccio fare quasi sempre è questo: 39 € per sapere dove va il tempo, e solo dopo si decide se serve un intervento da 400 € o se bastava disinstallare due doppioni. Nell’ordine sbagliato si parte dai 400 €.

Domande frequenti

Quanti plugin si possono installare su WordPress?

Tecnicamente non c’è un limite e non esiste un numero massimo valido in assoluto. Contano quante query fa ciascun plugin, se carica i suoi file solo dove servono e se è ancora mantenuto. Un sito con quaranta plugin selezionati può essere più rapido di uno con dieci scelti male.

Troppi plugin rallentano davvero WordPress?

Rallentano i plugin scritti male e quelli che si sovrappongono, non il loro numero. Nei siti che analizzo il tempo si perde quasi sempre su due o tre estensioni specifiche e sulle query ripetute al database, non distribuito su tutte.

Come faccio a capire quale plugin rallenta il sito?

Serve una misurazione lato server che attribuisca il tempo a ogni singola estensione, non un punteggio generico. È quello che produce lo Speed Test Report da 39 €: la lista ordinata di cosa consuma, prima di disattivare qualsiasi cosa.

Meglio un plugin gratuito o uno su misura?

Per le funzioni standard va bene il gratuito. Un plugin su misura conviene quando una funzione legata alla vendita richiede tre estensioni sovrapposte più modifiche al tema: in quel caso 199 € una volta costano meno di due anni di rattoppi e di conflitti a ogni aggiornamento.

Il quadro completo dei servizi, con l’ordine in cui li metterei in fila, sta nella Guida ai servizi. Se hai già l’elenco dei tuoi plugin davanti e vuoi capire quali tenere, una Call Strategica da 97 € è il modo più rapido per non decidere a caso.

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