Per due anni la risposta AI di Google ti ha tolto il click. Ora ti chiede anche di pagarlo.

Google ha iniziato a mettere la pubblicità dentro le AI Overview, quei riquadri generati dall’intelligenza artificiale che compaiono in cima alla Ricerca al posto dei classici dieci link blu. Non sopra. Non sotto. Dentro. E c’è un dettaglio che quasi nessuno sta raccontando agli imprenditori: non puoi disattivarli, non puoi decidere di comparirci e non li vedi separati nei report.

Te lo spiego con calma, perché è una di quelle notizie che sembra roba da specialisti di Google Ads e invece riguarda chiunque abbia un sito e un budget marketing. Anche se in Italia non hai ancora visto un annuncio dentro una AI Overview, la direzione è chiara e conviene arrivarci preparati.

Cosa trovi in questo articolo

Cosa ha annunciato Google, in concreto

Partiamo dai fatti verificati, senza allarmismo.

Google distingue due cose diverse, ed è importante non confonderle.

La prima: gli annunci sopra e sotto la AI Overview. Questi ci sono già in tutti i 200+ mercati dove la AI Overview è attiva, Italia compresa. Sono i tuoi annunci di sempre — testo, shopping, local, app — che vincono l’asta e si posizionano attorno al riquadro AI. Niente di rivoluzionario: è la SERP che conosci, con un blocco AI in mezzo.

La seconda, quella nuova: gli annunci dentro la AI Overview. Qui l’annuncio viene cucito nel corpo della risposta generata dall’AI. Google lo attiva quando rileva un’intenzione commerciale nella conversazione e quando c’è un annuncio pertinente sia alla domanda dell’utente sia al contenuto della risposta AI. Al momento è live in inglese, su mobile e desktop, in Australia, Canada, India, Indonesia, Kenya, Malesia, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Filippine, Singapore e Stati Uniti.

L’Italia non è ancora nella lista degli annunci “dentro”. Ma se hai seguito come Google ha rilasciato ogni singola novità degli ultimi due anni — prima UK e USA, poi il resto — sai già come va a finire. Ti conviene capire il meccanismo ora, quando puoi ancora preparare il terreno con calma, non quando l’avrai davanti.

L’esempio ufficiale di Google rende l’idea. Cerchi “perché la mia piscina è verde e come la pulisco”. La domanda non è commerciale: vuoi un’informazione. Ma dentro la risposta AI, che ti spiega di testare l’acqua e togliere i detriti, Google infila un annuncio di aspirapolvere per piscine. Non hai cercato un prodotto. Te lo ha proposto l’AI, dentro la risposta, nel momento esatto in cui il bisogno è nato.

Questo è il punto vero: la pubblicità non aspetta più che tu digiti “compra aspirapolvere piscina”. Si inserisce prima, mentre stai ancora capendo il problema.

Le tre cose che non puoi fare (e perché contano)

Qui sta la parte che ogni imprenditore dovrebbe leggere due volte. Nella documentazione ufficiale di Google Ads ci sono tre righe che cambiano il modo in cui controlli il tuo budget.

1. Non puoi disattivare gli annunci dentro le AI Overview

Testuale, dalle FAQ di Google: alla domanda “posso disattivare la pubblicazione degli annunci nelle AI Overview?” la risposta è “No”. Se hai campagne attive, i tuoi annunci sono automaticamente idonei a comparire dentro le risposte AI quando Google decide che ha senso. Non c’è una casella da togliere.

Ti ricorda qualcosa? È lo stesso schema della nuova impostazione per escludere il sito dalle AI Overview organiche: Google ti dà un interruttore quando gli conviene, e te lo toglie quando gli conviene. Sul lato Ads, l’interruttore non c’è proprio.

2. Non puoi puntare solo su quella posizione

Non puoi creare una campagna che dice “voglio comparire solo dentro le AI Overview”. Google decide lui, in base ai suoi segnali, se il tuo annuncio va sopra, sotto o dentro. Tu porti l’annuncio all’asta, l’algoritmo fa il resto. Perdi una leva di controllo che nella SEO e nel paid abbiamo sempre dato per scontata: sapere dove finisce quello per cui paghi.

3. Non hai un report separato

Google Ads, al momento, non ti dà un dato segmentato per gli annunci che escono dentro le AI Overview. Vengono contati come “Top Ads”, mischiati al resto. Quindi non puoi sapere quanto di quel che spendi finisce lì dentro, né misurare se rende meglio o peggio. Google stesso ammette che “è ancora nelle fasi iniziali” e che sta pensando a come sarà il reporting futuro.

Metti insieme le tre cose. Non puoi uscirne, non puoi mirarci, non puoi misurarlo. È l’ennesima leva di controllo che passa dalle tue mani a quelle dell’algoritmo. Non è un complotto: è il modello di business di Google che si adatta a un’interfaccia nuova. Ma per te, che quel budget lo tiri fuori ogni mese, cambia il modo in cui devi ragionare.

I nuovi formati costruiti con Gemini

Al Google Marketing Live del 20 maggio 2026, Google ha mostrato dove sta andando tutto questo. Non solo annunci infilati nelle risposte: veri e propri formati nuovi, costruiti con il modello Gemini. Te li riassumo, perché ti fanno capire che tipo di pubblicità stiamo per avere davanti.

Conversational Discovery ads. L’annuncio risponde alla domanda specifica della persona. Qualcuno scrive “voglio far profumare casa come una spa, quali sono i modi a bassa manutenzione?” e Gemini costruisce una creatività su misura per quella ricerca, mettendo in evidenza le caratteristiche rilevanti del prodotto. L’annuncio non è più un titolo e due righe: è una risposta.

Highlighted Answers. Quando in AI Mode compare una lista di consigli — le migliori app per imparare una lingua prima di un viaggio, per dire — un annuncio molto pertinente e di qualità può comparire dentro quella lista, evidenziato. Sei nella raccomandazione, non accanto ad essa.

AI-powered Shopping ads. Cerchi una macchina per l’espresso e Gemini tira su i prodotti più rilevanti e scrive al volo una spiegazione personalizzata sul perché quel prodotto potrebbe fare per te. In arrivo nei prossimi mesi su Search.

Business Agent for Leads. Dentro l’annuncio c’è un agente AI del brand. Invece di compilare un modulo statico, uno studente che valuta le università clicca “Chat” e riceve risposte istantanee basate sul tuo sito. Il modulo lead diventa una conversazione.

C’è anche un dettaglio interessante sulla trasparenza: questi formati mostreranno un “AI explainer indipendente”. In pratica Gemini valuta il prodotto e mostra il suo giudizio accanto alla creatività dell’inserzionista, con l’etichetta “Sponsorizzato” sempre visibile. Google vende lo spazio ma affianca un commento AI “neutrale”. È un equilibrio delicato, e su come reggerà nel tempo mi tengo un punto interrogativo onesto.

Un numero per inquadrare il perché di tutto questo: secondo un’indagine Ipsos commissionata da Google (dicembre 2025), il 75% delle persone dice di prendere decisioni più rapide e sicure usando AI Mode nella Ricerca. Google segue i soldi, e i soldi stanno andando dove le persone decidono. Dentro la risposta AI.

Cosa cambia davvero per la tua PMI

Adesso la parte che conta: cosa significa tutto questo per un’azienda vera, con un budget vero e senza un reparto marketing da venti persone.

Primo: la broad match torna obbligatoria, che ti piaccia o no. Le AI Overview si attivano su domande complesse, lunghe, articolate — non sulle keyword secche che un tempo mettevi in esatta. Per comparirci, Google chiede targeting basato sull’AI: corrispondenza generica (broad match) o le tecnologie senza keyword di AI Max, Performance Max, Shopping o Dynamic Search Ads. Tradotto: il controllo fine sulle parole chiave, quello che ti proteggeva dagli sprechi, va in soffitta. Ne avevamo già parlato con la fine della corrispondenza a frase su Google Ads: questo è lo stesso film, un capitolo dopo.

Secondo: il tuo feed prodotto diventa il tuo miglior venditore. Se hai un e-commerce, gli annunci Shopping dentro le AI Overview pescano dal feed. Se il feed è curato — descrizioni precise, prezzi aggiornati, immagini di qualità, spedizioni e resi chiari — l’AI ha materiale buono con cui costruire la risposta sponsorizzata. Se il feed è abbandonato, sparisci proprio dove la decisione si forma. Non è più solo una questione di offerta economica: è una questione di dati leggibili.

Terzo: il confine tra organico e pagato si sta sciogliendo. Nella stessa AI Overview può esserci la tua citazione organica (perché sei una fonte autorevole) e un annuncio (tuo o di un concorrente). Chi presidia solo il pagato e trascura l’organico si trova a pagare per uno spazio dove un rivale compare gratis come fonte citata. E viceversa. La partita si vince stando su entrambi i tavoli.

Quarto: senza report segmentato, l’unica bussola sono le conversioni reali. Se non puoi vedere quanto rende lo spazio “dentro l’AI”, devi guardare a valle: lead qualificati, vendite, fatturato. Chi misura solo click e impression, in questo scenario, naviga a occhi chiusi. Chi ha un tracciamento pulito delle conversioni continua a decidere con i numeri.

Un dato di realtà, così non ti vendo panico: oggi, per la maggior parte delle PMI italiane, gli annunci “dentro” le AI Overview non sono ancora attivi. Hai tempo. Ma il tempo si usa per prepararsi, non per rimandare.

Cosa fare adesso: 6 mosse concrete

Niente teoria. Ecco cosa farei io, in ordine, su un cliente PMI oggi.

1. Controlla il tracciamento delle conversioni prima di tutto. Se non misuri bene lead e vendite, in questo scenario sei cieco. Verifica che il tag delle conversioni scatti solo su azioni di valore (richiesta preventivo, acquisto, chiamata), non su ogni visita. È la mossa a più alto ritorno e costa zero.

2. Sistema il feed prodotto. Se vendi online, apri Google Merchant Center e guarda gli errori. Titoli, descrizioni, prezzi, disponibilità, immagini multiple e di qualità. Un feed pulito è ciò che l’AI userà per costruire l’annuncio Shopping dentro la risposta. È lavoro noioso e per questo quasi nessuno lo fa: motivo in più per farlo tu.

3. Prepara il terreno alla broad match, con reti di sicurezza. La corrispondenza generica non è più opzionale, ma non significa buttare i soldi. Usa liste di parole chiave negative aggressive, smart bidding legato a un obiettivo di conversione chiaro (CPA o ROAS target) e controlla ogni settimana il report dei termini di ricerca. La broad match senza guardrail brucia budget; con i guardrail lavora per te.

4. Non spegnere l’organico per concentrarti sul paid. È la tentazione classica quando cambia il paid: “tanto ora conta la pubblicità”. Sbagliato. Nella AI Overview la citazione organica e l’annuncio convivono. Se sei citato come fonte, hai una presenza che non paghi e che costruisce autorevolezza. Continua a lavorare i contenuti.

5. Ragiona per intenzione, non per keyword. Le AI Overview nascono da domande complesse. Mappa le vere domande dei tuoi clienti — i problemi, i dubbi, i “come faccio a” — e assicurati di avere contenuti e prodotti che rispondono a quel bisogno, non solo alla parola chiave secca. È lo stesso principio della query fan-out: vinci sulla copertura del tema, non sul singolo termine.

6. Guarda i mercati dove è già attivo. USA, UK, India: lì gli annunci dentro le AI Overview sono realtà. Se hai modo, osserva come si comportano le SERP in inglese sulle tue categorie. Ti dà mesi di vantaggio su chi aspetterà di vederlo in italiano per accorgersene.

Il punto SEO e GEO che lega tutto

Qui arrivo alla cosa in cui credo davvero, e che tiene insieme paid e organico.

Google sta trasformando la risposta AI in uno spazio che monetizza. Prima ti ha tolto il click organico spostandolo nel riquadro AI. Adesso quello stesso riquadro diventa anche un cartellone pubblicitario. Se ci pensi, è coerente: Google massimizza il valore di ogni centimetro di quella risposta.

In tutto questo, l’unica cosa che resta davvero tua è essere la fonte che l’AI riconosce come autorevole. Perché anche quando lo spazio è pagato, l’AI costruisce la risposta partendo da chi considera credibile sul tema. Il feed pulito, i contenuti basati su esperienza reale, la coerenza dell’identità del brand: sono gli stessi ingredienti che ti fanno citare organicamente e che rendono i tuoi annunci più pertinenti al contesto della risposta.

È il motivo per cui continuo a ripetere che il “GEO” non è una scatola magica separata dalla SEO. Ottimizzare per l’AI generativa significa fare SEO fatta bene: contenuti veri, struttura pulita, dati leggibili. La stessa solidità che ti fa comparire nella risposta gratis è quella che rende i tuoi euro di pubblicità più efficaci quando la risposta diventa a pagamento.

Un numero concreto dal mio lavoro, verificato e non gonfiato: su un cliente, oggi 40.000 visite al mese arrivano già dalle AI Overview. Non le ho comprate. Le ho costruite rendendo quel sito la risposta migliore al bisogno del cliente. Quando Google inizierà a vendere lo spazio dentro quelle stesse risposte anche in Italia, quel sito non parte da zero: parte da fonte già riconosciuta. Questa è la differenza tra affittare visibilità e possederla.

La lezione, come sempre, è la stessa: se il tuo business dipende da un solo canale che non controlli, non hai un asset, hai un affitto. E gli affitti Google li ritocca quando vuole.

Domande frequenti

Gli annunci dentro le AI Overview sono già in Italia?

No. Gli annunci “dentro” le AI Overview sono al momento attivi solo in inglese e in un gruppo di Paesi tra cui USA, Canada, India, Australia, Filippine e Singapore. In Italia sono attivi gli annunci sopra e sotto la AI Overview, come in tutti i 200+ mercati dove la AI Overview è disponibile. La direzione, però, indica che anche il formato “dentro” arriverà.

Posso escludere i miei annunci dalle AI Overview?

No. Secondo la documentazione ufficiale di Google Ads, non è possibile disattivare la pubblicazione degli annunci nelle AI Overview. Se hai campagne attive idonee, i tuoi annunci possono comparire lì automaticamente quando Google lo ritiene pertinente.

Vedo un report separato per questi annunci?

No, non ancora. Google Ads al momento non offre un reporting segmentato per gli annunci pubblicati dentro le AI Overview: vengono conteggiati come “Top Ads”. Google ha dichiarato che il formato è nelle fasi iniziali e che valuterà come evolvere il reporting.

Servono per forza broad match e AI Max?

Di fatto sì. Le AI Overview si attivano su domande complesse e articolate, difficili da coprire con le keyword in corrispondenza esatta. Google richiede soluzioni di targeting basate sull’AI — broad match o le tecnologie senza keyword di AI Max, Performance Max, Shopping e Dynamic Search Ads — per far combaciare gli annunci con quelle ricerche.

Cosa devo fare oggi se ho una PMI?

Tre priorità: sistema il tracciamento delle conversioni (per decidere con i numeri anche senza report segmentato), cura il feed prodotto se vendi online, e non spegnere l’organico — perché nella risposta AI la tua citazione gratuita e l’annuncio a pagamento convivono, e vuoi essere presente su entrambi.

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