Da quando l’European Accessibility Act è entrato in applicazione ricevo la stessa domanda quasi ogni settimana: «devo adeguare il sito, quanto costa?». È una domanda a cui nessuno può rispondere onestamente prima di aver guardato il sito, e questo articolo serve a spiegare perché — e cosa succede nell’ordine giusto.
Il widget che promette la conformità non funziona
Partiamo da quello che vedo più spesso: un banner in basso a destra, un’icona con l’omino, un pannello che permette di ingrandire il testo e cambiare i contrasti. Costa poche decine di euro al mese e promette conformità.
Non funziona per una ragione strutturale: quei pannelli agiscono sopra la pagina, non sulla pagina. Se il tuo checkout ha un campo senza etichetta, un lettore di schermo continua a leggere «casella di testo» qualunque widget tu abbia installato. Se l’ordine dei titoli salta da H1 a H4, la navigazione per intestazioni resta rotta. Se un pulsante è un div senza ruolo, la tastiera non ci arriva. Negli Stati Uniti diverse cause si sono chiuse a sfavore di siti che avevano il widget installato: l’overlay non è una difesa.
Primo passaggio: misurare
Non esiste un preventivo serio senza un audit, perché due siti che sembrano identici possono avere venti barriere o duecento. L’audit WCAG 2.1 AA per un sito vetrina costa 490 € e si consegna in una settimana; per un e-commerce serve la versione estesa a 890 €, perché il pezzo che conta davvero — e che quasi sempre è il più rotto — è il percorso dalla scheda prodotto al pagamento.
Un audit fatto bene non è un punteggio. È un elenco di barriere, ciascuna con il criterio WCAG violato, la gravità, dove si trova e quanto lavoro serve per ripararla. Serve a decidere, non a rassicurare.
Secondo passaggio: riparare
Qui si divide in due strade. Se hai un sito vetrina, l’adeguamento del tema WordPress lavora su contrasti, focus visibile, struttura dei titoli, testi alternativi, form etichettati e navigazione da tastiera. Se vendi online serve l’adeguamento di catalogo e checkout WooCommerce: filtri, varianti, messaggi di errore, carrello e pagamento, tutti testati da tastiera e con screen reader.
Se hai documenti scaricabili — listini, cataloghi, schede tecniche — quelli sono un capitolo a sé: un PDF senza tag è un muro. La remediation dei PDF mette tag, ordine di lettura e alternative testuali sui documenti che già hai.
Terzo passaggio: dichiarare
La dichiarazione di accessibilità è il documento pubblico che indica lo stato di conformità, quali contenuti non sono ancora accessibili e come una persona può segnalarti un problema. Costa 290 € e non è un adempimento formale: è la pagina che un ente o un utente guarda per primo, e l’assenza del canale di feedback è uno dei rilievi più comuni.
Quarto passaggio: non tornare indietro
È il passaggio che quasi nessuno considera e quello che fa la differenza a dodici mesi. Un sito adeguato torna inaccessibile in fretta, perché ogni pagina nuova può reintrodurre una barriera: un’immagine senza alt, un titolo saltato, un colore scelto a occhio.
Due strumenti lo evitano. Il monitoraggio continuo a 190 € al mese controlla le pagine chiave e segnala le regressioni. La formazione per chi scrive e pubblica è mezza giornata che vale più di qualunque controllo automatico, perché sposta il problema a monte.
Quanto costa, davvero
Un sito vetrina medio si chiude fra 490 € di audit e 1.490 € di adeguamento, più 290 € di dichiarazione. Un e-commerce sta fra 890 € e 2.400 €. Sono i prezzi pubblici del catalogo accessibilità, IVA esclusa. Se il tuo caso è più grande della versione standard, quel prezzo resta il punto di partenza da cui costruiamo l’offerta.
Il vantaggio che nessuno ti racconta
Le stesse cose che rendono una pagina accessibile la rendono leggibile alle macchine. Struttura dei titoli corretta, testi alternativi veri, link che dicono dove portano, form etichettati: sono esattamente i segnali che Google usa per capire una pagina, e i motori generativi come ChatGPT o le AI Overview leggono il tuo sito con lo stesso apparato di un lettore di schermo. Adeguare il sito per legge ti fa anche capire meglio dalle AI. È l’unico adempimento normativo che conosca con un ritorno diretto sul marketing.
Se vuoi vedere tutto il quadro, ho scritto una guida ai servizi che parte dal problema.
