Un’agenzia GEO lavora perché il tuo brand venga citato dentro le risposte generate dall’intelligenza artificiale — ChatGPT, Google AI Overview e AI Mode, Gemini, Perplexity — invece di limitarsi a posizionarlo in un elenco di link. Non è un’etichetta nuova sulla stessa SEO: è un lavoro che si costruisce sopra la SEO e si misura con metriche diverse.
Il problema è che la categoria è nata da poco e l’offerta italiana è molto disomogenea. Questa guida spiega cosa dovrebbe fare un’agenzia GEO seria, come riconoscere un’offerta di facciata e quali pratiche Google dichiara esplicitamente non necessarie — nonostante siano oggi il contenuto principale di parecchi preventivi.
Indice
- Che cosa fa concretamente un’agenzia GEO
- In cosa è diversa da un’agenzia SEO
- Com’è messo il mercato italiano oggi
- Come si riconosce un’offerta seria
- Le pratiche che Google dichiara inutili
- Quali deliverable devi pretendere
- Come si imposta il primo trimestre di lavoro
- Le otto domande da fare prima di firmare
- I segnali di allarme
- Tempi realistici e cosa aspettarsi
- Quando conviene farlo internamente
- Il passaggio di consegne e la proprietà del lavoro
- Domande frequenti
Che cosa fa concretamente un’agenzia GEO
Il lavoro si articola su quattro attività, in quest’ordine: mette in sicurezza le fondamenta tecniche, costruisce l’identità dell’entità, ristruttura i contenuti perché siano estraibili, e misura le citazioni nel tempo intervenendo dove mancano. L’ordine non è decorativo: ogni fase poggia su quella precedente, e saltarne una rende fragile tutto il lavoro successivo. Un’agenzia che non sa dire a che punto della sequenza si trova sta improvvisando.
- Fondamenta. Verifica che il sito sia indicizzato, veloce, idoneo agli snippet tradizionali. Google è esplicito: le funzioni AI si appoggiano ai sistemi di ranking core della Ricerca. Un sito non recuperabile non è citabile.
- Entità. Definisce chi sei per un modello: schema
OrganizationePersoncoerenti, profili esterni allineati, presenza nelle fonti di conoscenza, menzioni di terzi che confermano quello che dichiari. - Contenuti estraibili. Riscrive e produce contenuti costruiti come sequenze di risposte autonome, con dati verificabili, fonti nominate e virgolettati attribuiti.
- Misurazione. Monitora keyword in AI Overview, menzioni, prima menzione e un set fisso di prompt commerciali, e interviene sulle lacune.
Se un’agenzia salta il primo punto e parte dal terzo, sta vendendo contenuti, non GEO.
In cosa è diversa da un’agenzia SEO
La differenza sta nell’obiettivo e nell’unità di lavoro. Una SEO ottimizza una pagina per una posizione; la GEO ottimizza singoli paragrafi perché vengano estratti e riusati dentro una risposta. Le due cose si sovrappongono, ma la seconda richiede materiale che la prima non ha mai richiesto.
| Aspetto | Agenzia SEO | Agenzia GEO |
|---|---|---|
| Obiettivo | Posizionare un link | Essere citati dentro la risposta |
| Unità di lavoro | La pagina | Il singolo paragrafo o dato |
| Metrica | Posizioni, clic, impression | Menzioni, prima menzione, prompt presidiati |
| Materiale necessario | Keyword research e contenuti | Dati propri, fonti citabili, entità definita |
| Leva off-site | Backlink | Menzioni in liste e fonti di terzi |
| Effetto della keyword ripetuta | Neutro | Negativo, misurato a -10% |
Un’agenzia che fa solo SEO e chiama GEO le stesse attività si riconosce da una cosa: non ti chiede mai quali dati puoi produrre.
Com’è messo il mercato italiano oggi
Male, e questo è un vantaggio per chi sceglie con criterio. Analizzando con SeoZoom la SERP italiana della query che definisce la categoria, il quadro è quello di un mercato senza leader riconosciuti: nessun operatore ha consolidato una posizione stabile, i contenuti che si posizionano sono poco ottimizzati e la domanda commerciale è già reale. Chi entra adesso con un metodo verificabile trova poca concorrenza vera.
| Indicatore | Valore | Lettura |
|---|---|---|
| Variazione della SERP fra due rilevazioni | 80% | La prima pagina si riscrive quasi per intero: nessuno la controlla |
| Variazione della TOP10 | 70% | Le posizioni non si consolidano |
| Traffic share del primo risultato | 42,53% | È un portale generalista, non un’agenzia di settore |
| Difficoltà della keyword «agenzia geo» | KD 33 | Bassa: i siti in prima pagina non sono autorevoli |
| Opportunità della keyword «agenzia geo» | KO 84 | Molto alta: i contenuti posizionati sono poco ottimizzati |
| CPC di «seo geo» | 11,02 € | Il più alto del dataset di settore: c’è domanda commerciale reale |
Fonte: SeoZoom, database Italia, rilevazione 7 agosto 2026.
Tradotto per chi cerca un fornitore: i primi risultati che Google ti mostra su queste query non sono necessariamente le realtà migliori, sono quelle che hanno trovato meno concorrenza. Vale la pena guardare oltre la prima pagina e valutare i casi documentati anziché la posizione.
Come si riconosce un’offerta seria
Da tre elementi che le offerte di facciata non hanno quasi mai: una baseline misurata prima di iniziare, un piano che parte dai contenuti esistenti, e un dato proprietario da produrre. Sono tre cose costose da simulare, ed è proprio questo che le rende un filtro affidabile. Se mancano tutte e tre, il resto della proposta è forma.
La baseline
Prima di qualsiasi attività devono esserci i numeri di partenza: quante keyword compaiono oggi nelle AI Overview, quante menzioni, quante prime menzioni, quali prompt commerciali il brand presidia e con quale posizione. Senza fotografia iniziale non esiste misurazione del risultato, solo racconto.
Il recupero dell’esistente
Un’agenzia che propone solo contenuti nuovi sta massimizzando il proprio fatturato, non il tuo risultato. Riscrivere l’archivio già indicizzato secondo la struttura a risposte autonome costa meno e produce effetto prima.
Il dato proprietario
Le tre tecniche più efficaci secondo la ricerca — virgolettati attribuiti (+40%), statistiche con fonte (+30-40%), citazione delle fonti (+30%) — richiedono tutte materiale da citare. Un’agenzia che non affronta il tema «quale dato possiamo produrre che nessun altro ha» non potrà attivare nessuna delle tre.
Le pratiche che Google dichiara inutili
Questa sezione vale da sola il tempo di lettura, perché riguarda voci che compaiono spesso nei preventivi italiani e che gonfiano il prezzo senza spostare il risultato. Nella guida ufficiale all’ottimizzazione per le esperienze AI, Google indica come non necessari alcuni interventi che vengono presentati come il cuore del servizio:
- Il file llms.txt. Può restare utile per altri motori e per gli agenti che lo interpretano, costa poco mantenerlo, ma non è una leva di posizionamento su Google e non va venduto come tale.
- Il «chunking» artificiale del testo in micro-blocchi. Strutturare il contenuto in risposte autonome è utile; frammentarlo meccanicamente non lo è.
- Riscritture e markup specifici per AI. Gli algoritmi comprendono sinonimi e significati generali.
- La ricerca di menzioni inautentiche, definita esplicitamente inefficace.
Se il cuore di un’offerta GEO è «installiamo llms.txt e spezzettiamo i testi», stai comprando due attività che il motore più importante dichiara di ignorare.
Quali deliverable devi pretendere
Un contratto GEO serio produce cose verificabili, non slide. Ogni deliverable deve avere una forma consegnabile, una data e un modo per controllarlo senza dover credere a chi lo ha prodotto. Se un’attività non lascia dietro di sé un file, un export o un elenco, non è un deliverable: è una dichiarazione di intenti.
| Deliverable | Quando | Come si verifica |
|---|---|---|
| Baseline delle metriche AI | Prima di iniziare | Screenshot o export con data di rilevazione |
| Set di prompt commerciali monitorati | Primo mese | Elenco scritto, con posizione iniziale per ciascuno |
| Audit dell’entità | Primo mese | Schema pubblicato e validabile, profili allineati |
| Piano di riscrittura dell’archivio | Primo mese | Elenco URL con priorità e motivazione |
| Contenuti con dati e fonti | Continuativo | Ogni pezzo deve contenere numeri con fonte e data |
| Report mensile su menzioni e prima menzione | Mensile | Confronto con la baseline, non valori assoluti isolati |
Come si imposta il primo trimestre di lavoro con un’agenzia GEO?
Il primo trimestre serve a costruire le condizioni della misurazione, non a inseguire citazioni. Si parte dalla fotografia iniziale e dalle fondamenta tecniche, si prosegue con l’identità dell’entità e con il piano di riscrittura dell’archivio, e solo alla fine si guarda il primo scostamento rispetto alla baseline. Chi promette risultati visibili nelle prime settimane sta saltando questa sequenza.
La scansione mese per mese non è un vincolo contrattuale, è un modo per capire se il lavoro procede nell’ordine giusto. Se al terzo mese la baseline non esiste ancora in forma scritta, il progetto non è in ritardo: non è mai partito davvero.
| Fase | Cosa deve succedere | Come lo controlli |
|---|---|---|
| Primo mese | Baseline rilevata, fondamenta tecniche verificate, set di prompt commerciali definito | Esiste un documento con i valori di partenza e la data di rilevazione |
| Secondo mese | Audit dell’entità chiuso, schema pubblicato, profili esterni allineati, piano di riscrittura approvato | Lo schema è validabile e l’elenco degli URL è ordinato per priorità e motivazione |
| Terzo mese | Prime riscritture online, primi contenuti con dati e fonti, primo confronto con la baseline | Il report mostra variazioni rispetto ai valori iniziali, non numeri isolati |
Alla fine del trimestre la domanda giusta non è «quante menzioni abbiamo guadagnato», ma «abbiamo tutto ciò che serve per capire se ne stiamo guadagnando». Se la risposta è sì, quello che segue è esecuzione. Se è no, il problema è di metodo e va affrontato subito, prima di rinnovare qualsiasi impegno.
Le otto domande da fare prima di firmare
Sono domande che stanno dentro un’ora di conversazione e che separano subito chi ha già lavorato su progetti reali da chi ha soltanto aggiornato il listino. Conviene porle tutte, nell’ordine, e annotare le risposte per confrontarle fra fornitori diversi a distanza di qualche giorno.
- Qual è la nostra baseline oggi? Se non la sanno dire, non hanno ancora guardato.
- Quali prompt commerciali monitorerete? Devono essere le domande che i nostri clienti porrebbero davvero, non keyword.
- Quali contenuti esistenti riscrivereste per primi, e perché quelli? Una risposta specifica vale più di un’offerta generica.
- Quale dato originale possiamo produrre? Se la domanda li sorprende, non conoscono le leve che contano.
- Come misurate il risultato, e con quale strumento? Devono nominare Search Console e almeno un tool con database proprietario.
- Cosa succede se in sei mesi le menzioni non salgono? Deve esistere una regola di revisione.
- Quali attività NON ci consigliate? Se non ce n’è nessuna, stanno vendendo un listino.
- Potete mostrarmi un caso con numeri, metodo e date? Anche anonimizzato, ma verificabile nella metodologia.
I segnali di allarme
Nessuno di questi segnali è una prova se preso da solo, ma due o tre insieme descrivono un fornitore che sta vendendo una parola di moda. Sono anche i più facili da verificare, perché non servono strumenti: bastano il sito dell’agenzia, il preventivo e una telefonata fatta con attenzione.
- Promettono una posizione dentro ChatGPT. Nessuno può garantirla: la selezione delle fonti non è acquistabile né deterministica.
- Il preventivo arriva prima di qualsiasi analisi. Significa che stanno vendendo un pacchetto, non una consulenza.
- Parlano solo di strumenti. Se la conversazione è un elenco di piattaforme e mai di contenuti e dati, stai comprando licenze.
- Non nominano mai la SEO. Chi presenta la GEO come sostituto della SEO non ha letto la documentazione di Google.
- Usano il traffico come unica metrica di successo. In questa fase il traffico informazionale scende per quasi tutti, anche per chi guadagna visibilità nelle risposte AI.
- Non hanno un dato loro. Un’agenzia che non pubblica mai una rilevazione propria è un commentatore, e i commentatori vengono citati poco.
Tempi realistici e cosa aspettarsi
Su query di nicchia le prime menzioni possono comparire entro tre-quattro mesi dalla pubblicazione di contenuti costruiti correttamente. Su query commerciali competitive servono in genere dodici-diciotto mesi, perché la citazione dipende anche dal consolidamento dell’entità e dalle fonti esterne che la confermano.
Chi promette risultati in sei settimane sta descrivendo un caso fortunato su una nicchia vuota, non un metodo. Ed è utile sapere che, nella fase iniziale, può capitare che le menzioni salgano mentre il traffico continua a scendere: è normale e non indica un fallimento, indica che il canale sta cambiando forma.
Quando conviene farlo internamente
Quando esistono già tre condizioni: qualcuno in azienda scrive con continuità, esistono dati proprietari da pubblicare, e c’è chi può presidiare la parte tecnica. In quel caso un’agenzia serve come impostazione iniziale e revisione periodica, non come esecutore continuativo. La differenza rispetto all’esternalizzazione completa sta tutta nel presidio: internamente deve esserci qualcuno che risponde del risultato con continuità, non solo quando arriva il report.
Conviene invece affidarsi all’esterno quando l’archivio è ampio ma disordinato, quando nessuno ha tempo di produrre contenuti con la regolarità necessaria, o quando manca del tutto la definizione dell’entità — che è la parte più tecnica e meno intuitiva del lavoro.
Come si gestisce il passaggio di consegne e chi resta proprietario del lavoro?
La regola sana è semplice: tutto ciò che il progetto produce nasce dentro account intestati al cliente, e l’agenzia vi accede come collaboratore. Vale per il sito, per Search Console, per gli strumenti di monitoraggio e per i documenti di lavoro. Un fornitore che ospita i tuoi dati nei propri account non sta proteggendo un metodo, sta costruendo un vincolo.
Il punto delicato non sono i contenuti, che restano evidentemente del cliente, ma tutto quello che ci gira intorno: le rilevazioni, l’elenco dei prompt monitorati, lo storico dei report, il markup pubblicato e la mappa dei profili esterni allineati durante l’audit dell’entità. È materiale che ha valore solo se resta consultabile anche dopo, e che si perde con sorprendente facilità quando il rapporto si chiude in fretta.
Cosa deve restare al cliente
Gli accessi amministrativi a tutte le proprietà digitali, la baseline e ogni report successivo in formato esportabile, l’elenco dei prompt commerciali con lo storico delle posizioni, i contenuti pubblicati insieme alle loro versioni di lavoro, lo schema pubblicato e l’elenco dei profili esterni collegati. Tutto questo va messo per iscritto all’inizio del rapporto, non alla fine.
Come si chiude senza perdere il lavoro fatto
Con una consegna scritta che elenca dove si trova ogni cosa e chi ha accesso a che cosa, e con la revoca ordinata delle utenze dell’agenzia solo dopo che il passaggio è stato verificato. Se il fornitore ha lavorato con metodo il documento esiste già, perché è la somma dei deliverable prodotti mese dopo mese. Se non esiste, quello che hai comprato era una fornitura di attività, non un progetto.
Domande frequenti
Un’agenzia GEO può garantire di comparire in ChatGPT?
No, e chi lo garantisce sta descrivendo qualcosa che non controlla. La selezione delle fonti dipende dal modello, dalla domanda e dal materiale disponibile in quel momento. Si può aumentare in modo misurabile la probabilità di essere scelti, non garantirla. Quello che è legittimo pretendere è una misurazione onesta di come quella probabilità si sta muovendo nel tempo.
Serve un’agenzia GEO se già lavoriamo con una SEO?
Dipende da cosa produce. Se l’agenzia SEO attuale scrive contenuti con dati, fonti nominate e struttura a risposte autonome, gran parte del lavoro è già impostata. Se produce testi generici ottimizzati per densità di keyword, sta lavorando con una tecnica che oggi risulta a -10% sulla visibilità generativa. Prima di aggiungere un fornitore, conviene verificare quale dei due scenari descrive il tuo.
Quanto costa un’agenzia GEO in Italia?
Il mercato è ancora poco standardizzato e i preventivi variano molto. La variabile che incide di più non è la tecnologia ma lo stato di partenza: un archivio ampio da riscrivere e un’entità da costruire da zero pesano più di qualsiasi strumento. Un preventivo formulato prima di un’analisi va considerato con cautela.
Il file llms.txt è obbligatorio?
No. Google dichiara nella guida ufficiale di non richiederlo. Può restare utile per altri motori e per gli agenti che lo leggono, costa poco mantenerlo, ma non è una leva di posizionamento su Google. Il criterio pratico è trattarlo come una voce marginale: si tiene perché costa poco, non perché produce visibilità. Se compare come attività principale di un preventivo, il problema non è il file ma la proposta.
Come faccio a sapere se il lavoro sta funzionando?
Guardando quattro numeri rispetto alla baseline: keyword in cui compari nelle AI Overview, menzioni totali, quante volte sei la prima fonte citata e quanti dei prompt commerciali monitorati ti includono. Il traffico va letto insieme a questi, mai da solo.
Serve rifare il sito per fare GEO?
Quasi mai. Servono indicizzazione pulita, velocità accettabile e contenuti ristrutturati. Rifare il sito è necessario solo quando l’infrastruttura impedisce l’indicizzazione o rende impossibile pubblicare contenuti strutturati. Prima di accettare un preventivo di rifacimento, chiedi quale limite tecnico preciso lo renderebbe indispensabile: se la risposta resta generica, il sito non c’entra.
Metodologia: i dati su difficoltà, opportunità, CPC e composizione della SERP sono stati rilevati con SeoZoom, database Italia, il 7 agosto 2026. La Keyword Difficulty misura l’autorevolezza dei siti posizionati in prima pagina; la Keyword Opportunity misura il livello di ottimizzazione dei contenuti già posizionati, su scala 0-100. Le percentuali sulle tecniche di ottimizzazione provengono da Aggarwal et al., «GEO: Generative Engine Optimization», arXiv 2311.09735. Le indicazioni su cosa Google richiede e cosa non richiede sono tratte dalla guida ufficiale Google per l’ottimizzazione verso le esperienze AI.
A cura di Massimiliano Dal Prà, consulente GEO e SEO. Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2026.
