Le telefonate più brutte arrivano il sabato pomeriggio. «Il sito non si apre», oppure «esce una schermata bianca», oppure la peggiore: «un cliente mi ha scritto che il sito lo porta su una pagina di scommesse». In tutti e tre i casi la domanda è la stessa — quanto ci vuole — e la risposta dipende quasi interamente da cosa era stato fatto prima.
Il backup che nessuno ha mai provato a ripristinare
Quasi tutti hanno un backup. Molti meno hanno un backup che qualcuno ha provato a ripristinare almeno una volta. È una differenza che si scopre nel momento peggiore: il file c’è ma è di tre mesi fa, oppure contiene solo i file e non il database, oppure è sullo stesso server compromesso.
Un backup che non è mai stato ripristinato non è un backup, è un file. È il motivo per cui nei piani di manutenzione il ripristino si verifica, non si assume.
Perché i siti si rompono
Nella stragrande maggioranza dei casi non c’è nessun attacco mirato: c’è un plugin non aggiornato con una vulnerabilità nota, trovato da uno scanner automatico che gira su tutta la rete. Non ce l’hanno con te, ce l’hanno con la versione 3.2.1 di quel plugin.
La seconda causa è l’aggiornamento fatto in diretta sul sito vivo: WordPress si aggiorna, il tema no, e la pagina va in bianco. È esattamente il motivo per cui gli aggiornamenti seri si fanno prima su una copia.
I tre livelli, e come si sceglie
Il criterio è semplice: quanto vale per il tuo fatturato un giorno di sito offline.
Se la risposta è «poco, è una vetrina», l’assistenza Base a 89 € al mese basta: aggiornamenti controllati, backup verificati, monitoraggio uptime e un’ora di interventi.
Se il sito genera contatti o vendite, l’assistenza Pro a 199 € aggiunge gli aggiornamenti su ambiente di staging — cioè provati altrove prima di toccare il sito vero — sicurezza monitorata, tre ore di interventi e priorità sulle urgenze.
Se il sito è il canale principale, l’assistenza Business a 390 € aggiunge cinque ore e un GeoAudit mensile: come ti citano i modelli AI, cosa è cambiato rispetto al mese prima, cosa correggere. È l’unico piano di manutenzione che conosca che guarda anche fuori dal sito.
Quando il danno è già fatto
L’intervento urgente costa 490 € e comprende presa in carico entro poche ore, bonifica del malware, ripristino, chiusura della falla e un report su cos’è successo.
L’ordine di quelle voci è importante: rimettere online un sito senza chiudere la falla significa rifarlo la settimana dopo, e capita più spesso di quanto sembri, perché la fretta spinge a ripristinare e basta. Il report serve anche a te, se hai dati di clienti sul sito e devi valutare obblighi di notifica.
Il conto, alla fine
Un anno di piano Base costa 1.068 €. Un intervento d’emergenza ne costa 490, più i giorni di sito offline, più le posizioni perse su Google — che dopo una compromissione con redirect maligni possono metterci settimane a tornare. La manutenzione è il servizio meno entusiasmante del catalogo, ed è quello che chi la salta rimpiange per primo.
Se vuoi il quadro completo dei servizi partendo dal problema, l’ho scritto nella guida ai servizi.
Se vuoi vedere tutto il quadro, ho scritto una guida ai servizi che parte dal problema.
